Storia e Turismo Soveria Mannelli
Il Comune di Soveria Mannelli fu istituito il 1807 in applicazione della Legge
con la quale Giuseppe Bonaparte avviò la politica francese di riordino
della giurisdizione amministrativa del Regno di Napoli.
In questo primo Comune che riusciva a separarsi dall'antica Città di
Scigliano furono allora inclusi i villaggi Soveria, Mannelli Soprani, Mannelli
Sottani, San Tommaso, Colla e Pirillo. Le popolazioni di questi centri rurali
erano state richiamate nella zona dalle prospettive economiche connesse allo
sfruttamento dei fondi rustici della vicina Abbazia Cistercense di S.Maria di
Corazzo e della Mensa Vescovile di Martirano; avevano costruito le loro Chiese
sotto il titolo di San Giovanni Battista e di San Michele Arcangelo, originariamente
di ius patronatus del barone di Pittarella e della famiglia Scaglione, poi Filiali
ed infine elevate a Parrocchie quasi contemporaneamente all'istituzione del
Comune.
I fedeli della Chiesa di San Giovanni Battista nel 1807 riuscirono a farsi assegnare
l'altare maggiore in marmi policromi proveniente dal Monastero di S.Maria di
Corazzo che proprio in quell'anno fu soppresso; quest'altare, bellissimo, fin
dal 1910 è stato considerato monumento nazionale; i fedeli della Chiesa
della frazione San Tommaso, a loro volta, sempre nel contesto della divisione
delle spoglie dell'antico Monastero Cistercense di Corazzo, riuscirono ad ottenere
una statua di S.Michele.
Il Comune di Soveria Mannelli, nel corso dell'ottocento, fu interessato alle
vicende connesse allo smembramento della Città di Scigliano di cui i
suoi villaggi avevano fatto parte fino al conseguimento dell'autonomia amministrativa:
nel 1816 a Soveria Mannelli fu assegnato il villaggio Castagna il quale il 1832
si separò insieme col villaggio Colla per formare Comune autonomo; il
1870 il villaggio Colla ritornò nella giurisdizione del Comune di Soveria
Mannelli non trovando conveniente per i suoi abitanti seguire le sorti del Comune
di Castagna aggregatosi a quello di Carlopoli.
Il Comune di Soveria Mannelli fece parte della provincia di Calabria Citra (Cosenza)
fino al 1816 quando fu trasferito nella provincia di Calabria Ultra Seconda
(Catanzaro) che proprio in quell'anno fu istituita.
La cura delle anime fu affidata al Pastore di Martirano fino al 1818 quando,
per gli effetti della Bolla Pontificia de utiliori la Diocesi di Martirano fu
soppressa ed aggregata a quella di Nicastro. Il territorio nel corso dell'ottocento
fu teatro di due importanti avvenimenti storici di risonanza nazionale: la rivolta
antifrancese del 1806 e la resa dell'esercito borbonico ai garibaldini del 1860.
La pagina più importante della storia di Soveria Mannelli è rappresentata
dall'episodio dei Vespri, un fatto poco noto ma particolarmente significativo
perchè travalica gli angusti confini della storia locale.
A Soveria Mannelli nell'ultima decade di marzo 1807, scoppiò la scintilla
della rivolta Calabrese contro i Francesi che per oltre un quinquennio causò
tanto spargimento di sangue tra le coraggiose ma inermi popolazioni locali intente
a combattere, spesso col metodo della guerriglia, un'impari lotta contro i soldati
dell'esercito più forte del mondo.
La pagina più nota della storia di Soveria Mannelli è rappresentata
dalla resa di 12.000 soldati borbonici comandati dal generale Ghio ad un distaccamento
di volontari garibaldini guidati da Francesco Stocco: un fatto incruento, le
cui motivazioni non sono state sufficientemente chiarite dagli storici, accaduto
nella notte del 31 agosto 1860, diventato famoso per i suoi esiti positivi a
favore del conseguimento dell'Unità d'Italia.





