Storia e Turismo San Pietro Apostolo
Le prime forme di insediamento umano in territorio di S.Pietro Apostolo furono
determinate in età medievale dallo spostamento verso l'interno delle
popolazioni rivierasche di quella parte della Calabria compresa fra il golfo
di Squillace e il golfo di S.Eufemia, causato dai frequenti e sanguinosi assalti
dai Saraceni; è appena il caso di ricordare che i pirati si spinsero
fino a Tiriolo nel '930.
Un certo contributo allo sviluppo economico del territorio attraversato dai
fiumi Amato e Corace fu apportato dall'Abbazia Cistercense di S.Maria di Corazzo
e dal Monastero di S.Giuliano di Rocca Falluca: queste due istituzioni ecclesiastiche
contribuirono notevolmente al popolamento e alla diffusione della religione
cattolica nell'istmo calabrese in modo particolare tra l'XI° ed il XV°
secolo.
In una successiva fase, quando cioè il popolamento del territorio era
ormai venuto ad assumere i connotati di insediamento urbano, si verificò
anche l'immigrazione di una nutrita comunità di coloni mottesi i quali,
dopo il terremoto del 1638, si spinsero oltre il territorio montano di Decollatura
e raggiunsero, seguendo il corso dell'Amato, San Pietro Apostolo. La comunità
sampietrese fu soggetta alla giurisdizione amministrativa della vicina Tiriolo,
fu sottoposta alla cura spirituale del Vescovo di Nicastro; ben presto si attivò,
col concorso di tutti, nella costruzione della propria chiesa, i cui lavori
iniziati nel 1619, furono ultimati il 1639 quando essa fu consacrata e fu aperta
al culto.
Alla base della costruzione della Chiesa stanno motivazioni più strettamente
religiose ma anche considerazioni di ordine politico: la Chiesa e il suo campanile,
il più possibilmente alto, per molti secoli hanno rappresentato simboli
indispensabili dell'unità di una comunità di cittadini.
La Chiesa di San Pietro Apostolo, consacrata nel 1639 da Mons.Perrone, Vescovo
di Nicastro, in tre navate, aveva le fosse sottostanti alla pavimentazione utilizzate
dalla comunità locale per la sepoltura dei defunti fino alla costruzione
del Cimitero Comunale realizzata tra il 1870 e il 1880: conserva un bellissimo
Fonte Battesimale in marmo verde di Gimigliano e un'importante tavoletta del
1736 col testo del ringraziamento dei fedeli sampietresi per avere il Patrono
protetto il paese e i suoi abitanti in occasione della violenta tempesta di
grandine verificatasi il 29 marzo di quell'anno durante la settimana santa.
Il villaggio San Pietro seguì le vicende amministrative della vicina
Tiriolo fino a tutto il Settecento, ottenne la sua autonomia e fu elevato a
Comune con la Legge n. 14 del 19 gennaio 1807 con la denominazione di "San
Pietro di Tiriolo", e inserito nella giurisdizione di Calabria Ulteriore.
Il 4 maggio 1811 il Comune assunse la denominazione di "San Pietro":
il che testimonia del processo di separazione da Tiriolo che rimaneva, comunque,
il capoluogo del circondario.
La Legge portante la circoscrizione amministrativa delle Provincie del Regno
di Napoli (n. 360 del I maggio 1816), trasferì il Comune di San Pietro,
con i suoi 1992 abitanti, dal circondario di Tiriolo a quello di Gimigliano,
e dalla Provincia di Calabria Ultra alla nuova Provincia di Calabria Ultra Seconda
(Catanzaro). L'episodio più noto della storia di San Pietro Apostolo
è costituito dalla sosta di Giuseppe Garibaldi durante la notte dal 28
al 29 agosto 1860.
Il condottiero della Spedizione dei Mille, proveniente da Maida, fece tappa
a San Pietro e precisamente fu ospite graditissimo nel Palazzo Tomaino dove,
con i suoi più stretti collaboratori, fece il punto della situazione
e programmò le imminenti operazioni che gli avrebbero aperto la via per
Napoli; nella stessa notte Francesco Stocco, con pochi uomini, che avevano però
acceso numerosi fuochi posti bene in vista sulle alture circostanti, induceva
alla resa i 10.000 uomini comandati dal Generale Ghio ed accampati a Soveria
Mannelli.
La permanenza di Garibaldi è attestata da due lapidi poste nel Palazzo
Tomaino il 1887 ed il 1961.
Due sono i palazzi signorili nel centro storico sampietrese: il citato palazzo
Tomaino ed il Palazzo Mazza, ripetutamente preso di mira dai briganti e che
conserva i sistemi protettivi tra cui due fori per buttare l'olio bollente contro
gli aggressori che tentavano di sfondare il portone.
Nell'economia di San Pietro, nel corso dell'Ottocento un ruolo importante hanno
avuto la raccolta e la lavorazione della ginestra che, macerata nel sottostante
fiume Amato, offriva una fibra utilizzata dalle filatrici locali per la produzione
dei tessuti. Molto diffuso era anche l'allevamento del baco da seta, alimentato
dalle foglie di gelso bianco presente sul territorio.
La seta prodotta veniva quasi tutta lavorata sul posto e in larga parte era
commercializzata a Catanzaro, a Nicastro e anche nella vicina Serrastretta.





