Storia e Turismo Gimigliano
Tra i comuni della Comunità Montana dei Monti Reventino Tiriolo e Mancuso,
Gimigliano riveste un ruolo tutto particolare dovuto ad alcune sue pecularietà:
la conformazione dell'abitato, le cave di marmo ed il santuario di Porto.
L'ubicazione dei centri abitati, la viabilità interna, le case, la posizione
delle chiese sono elementi che tutti insieme testimoniano l'origine medievale
di Gimigliano, sia Superiore che Inferiore. Risulta a chiare note che questo
fu scelto da popolazioni seriamente preoccupate da ragioni di difesa: l'esiguità
dei nuclei familiari e le limitate risorse economiche non consentono, qui come
altrove in Italia Meridionale, la costruzione di mura cittadine difensive, ma
la posizione, in località elevata rispetto alla sottostante vallata attraversata
dal fiume Corace, rende più agevole la difesa dagli assalti dei razziatori
che sempre più numerosi sbarcano sulle coste calabresi e su quelle ioniche
in particolare, nel corso del IX° secolo.
Le cave di marmo di Gimigliano sono rinomate: il caratteristico e inconfondibile
marmo verde, estratto da secoli dalle ricche cave aperte sul territorio comunale,
è stato utilizzato non soltanto nelle chiese locali e nella vicina Catanzaro
nella costruzione della fontana di Piazza S.Caterina e nella fontana che fino
al secondo conflitto mondiale sorgeva in piazza dell'Arcivescovato; il verde
di Gimigliano in verità ha varcato i confini regionali: risulta infatti
impiegato a Napoli nella Chiesa del Gesù, a Caserta nella Reggia e a
Roma nella Basilica di S.Giovanni in Laterano.
Il Mulè riporta la notizia secondo la quale la Marmeria Napoletana nel
1898 avrebbe fatto una fornitura, tra l'altro, di olicalci di Gimigliano per
i lavori di decorazione interna di una Chiesa di S.Pietroburgo.





