Storia e Turismo Melfi
In posizione panoramica sopra un colle vulcanico, al piede settentrionale del Vulture in provincia di Potenza, sorge Melfi, un piccolo centro agricolo-forestale e commerciale. L'abitato si concentra sulla sommità di un colle intorno alla piazza del Municipio e presenta una struttura urbanistica medievale con vie strette, dal tracciato irregolare e racchiusa da un'imponente cinta muraria che le conferisce il carattere di fortezza militare. La città è capoluogo dell'omonimo circondario che, istituito nel 1975, comprende 17 comuni della provincia di Potenza. La città ebbe sempre una certa importanza per la sua posizione strategica, ma venne riscoperta solo nel XIX secolo, e proprio la sua collocazione insieme ai facili collegamenti stradali e ferroviari con la Puglia giocarono un ruolo non indifferente nella scelta, da parte della FIAT, di costruire proprio nel territorio comunale uno stabilimento di autovetture all'avanguardia, che portò notevoli cambiamenti sociali. Sebbene ci siano numerose testimonianze che collocano Melfi in epoca romana, la nascita effettiva del centro urbano è da collocarsi in periodo longobardo, a partire dall'VIII-IX secolo, quando le aree interne dell'Appennino divennero contesa zona di confine dell'Impero bizantino. E' in questo periodo che la città ebbe un importante ruolo di cerniera tra i due grandi poteri, il cui confine non era mai stabile. L'impianto del centro storico risale al periodo normanno-svevo. Si sviluppa a cono al di sotto del congiungimento lungo il crinale fra il Castello e il Duomo. Dopo essere stato distrutto l'insediamento longobardo-bizantino, il Guiscardo iniziò i lavori per costruire il nuovo assetto. Nel 1041 Melfi fu elevata a sede comune dei principati normanni e dopo a capitale dei Ducati di Calabria e Puglia. Vi si tennero numerosi e importanti concili al Castello della città, tra i quali vi fu quello nel quale fu decisa e costituita la lega per la prima Crociata, nel 1089. Il regno di Federico II non fece che confermare l'importanza strategica della città: qui infatti egli promulgò nel 1231 le Costituzioni melfitane (Constitutiones Augustales). Morto Federico II presero possesso di Melfi gli angioini, che rivolsero la loro attenzione soprattutto sul Castello. Poi si susseguirono i tradizionali feudatari, il sacco di Melfi nel 1528, l'arrivo di profughi albanesi e una decadenza inarrestabile, aggravata da alcuni violenti terremoti. Anche lo schema urbanistico vero e proprio risale al periodo normanno, alla prima fase. Il tessuto cittadino appare ordinato in una regolare maglia, divisa in dodici settori con altrettanti slarghi.
Cap: 85025
Prefisso: 0972
Altezza: 532






