99 park
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Redazione
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“Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, ricorda Ben Parker al nipote Peter, l’Uomo Ragno. Sanno portare con disinvoltura questo peso sulle spalle i 99: i primi supereroi musulmani diventati star del fumetto internazionale, selezionati per il 2008 da Forbes tra le venti tendenze più importanti al mondo. Per capire la loro capacità di rappresentare la società araba, viaggiamo in Kuwait alla ricerca dell’unico parco tematico loro dedicato.
Improvvisandoci graphic journalists, portiamo con noi tavole da disegno lisce di formato F3, carta da fotocopiatrice, una mina dura HB per gli schizzi preliminari e una matita più morbida 2B per la realizzazione finale, che concluderemo ripassando con inchiostro di china nero.
Step 1: Al Jahra
Atterrati al Kuwait International Airport siamo colpiti dalla presenza di numerosi velivoli della Evergreen, la compagnia area della CIA: il petrolio qui non manca. Al Jahra, sorta come oasi di passaggio per i cammelli diretti alla capitale, è una città situata 32 km a nord-ovest di Kuwait City. Durante la Guerra del Golfo tra il 25 e il 26 febbraio del 1991, è stata lo scenario di una strage, che coinvolse anche civili, ordinata dagli statunitensi per bloccare la ritirata irachena lungo la Highway 80 comunicante con Abdalay sul confine iracheno. La statale, ribattezzata Autostrada della Morte, fu riparata alla fine degli anni ’90 appena in tempo per permettere alle truppe anglo-americane di invadere l’Iraq nel 2003. La percorriamo amareggiati: la strada è deserta; qualche tenda è montata ai lati del percorso. All’altezza di Multa’a Ranch una scritta sui muri: God Bless U.S. Troops. Echi di guerra anche al centro: un monumento commemorativo ricorda la Battaglia di Jahra del 1920, durante la guerra contro i sauditi. Finalmente una ventata di futuro ci accoglie presso lo Slayel Al-Jahra Resort dove nel marzo del 2009 è stato inaugurato The 99 Park, il parco tematico dedicato agli eroi di cartone, pensato per educare le nuove generazioni del Kuwait ai valori fondanti dell’Islam: tolleranza, rispetto e spirito di gruppo. Personaggi dei 99 ci accompagnano tra i giochi e le attività proposte dal parco, affollato da cittadini con le tradizionali vesti bianche in lino, spiegandoci la storia degli eroi.
Step 2: The 99
Naif al-Mutawa, la cui casa editrice è anche la proprietaria dei diritti per tradurre in arabo i fumetti della Marvel, nel settembre del 2006 ha iniziato a distribuire nelle librerie del Kuwait gli albi dei 99 (www.the99.org), un collettivo di supereroi che agisce nel XIII secolo per difendere l’impero arabo dall'attacco dei mongoli. Il numero 99 corrisponde alle qualità attribuite dal Corano a Allah.
Una
guida del parco ci spiega che esistono due grandi archetipi ai quali si rifanno
gli eroi dei fumetti: uno d’ispirazione occidentale e l’altro d’ispirazione
orientale. Nel primo caso il protagonista è un uomo forte che combatte contro il
male, come Superman o l’Uomo Ragno; nel secondo caso l’umanità
è difesa da un’equipe di eroi che da soli sono vulnerabili, ma che tutti uniti
diventano una forza invincibile. Le 99 virtù islamiche, tutte assieme, rappresentano la potenza del divino. I superpoteri dei Novantanove derivano dalle 99 gemme
salvate dall’incendio della biblioteca di Baghdad
appiccato realmente dai mongoli nel 1258. Hadya
la Guida, vive a Londra e non porta il velo, proprio come la diciottenne Noora, la Luce, residente negli Emirati
Arabi. Batina indossa il velo
integrale; Bari, il Guaritore, è
sudafricano; Jabbar, il Potente,
assomiglia all’Incredibile Hulk. Il dottore Ramzi Razem, discendente dei Guardiani della Saggezza, è uno psicologo
e lavora per l’UNESCO. Tutti propongono valori positivi, dalla generosità alla
saggezza, e con ironia suggeriscono la vittoria della fantasia sullo sterile
stereotipo della guerra di civiltà.
Step 3: Graphic Journalism :
Al
Kuwait l’avveniristica capitale, è situata sulla sponda meridionale della baia del
Kuwait e si presenta come una città moderna che guarda avanti, dopo essere
stata ricostruita secondo l’originaria struttura al termine della Guerra del
Golfo. Visitiamo il Museo Nazionale, sede un tempo di una delle più importanti
collezioni di arte islamica al mondo, che fu pesantemente danneggiato
dall’occupazione irachena. Ripensando alle 99 gemme della biblioteca di
Baghdad, il potere salvifico della testimonianza giornalistica si sovrappone
nella nostra mente alla vivacità espressiva del fumetto. Nella Casa Sadu, splendido edificio in gesso
e corallo che ospita il museo della cultura beduina, iniziamo a ritrarre gli
oggetti di artigianato esposti. Simbolo della città sono le due Kuwait
Towers. La più alta raggiunge i 187m: dal terrazzo ammiriamo il Sief
Palace, la residenza dell’emiro.
In
quest’atmosfera da Mille e una Notte la fantasia vola e iniziamo a immaginare
una graphic novel: un formato di fumetto
in cui le storie sono più lunghe e, come in un romanzo, si sviluppano lungo una
linea narrativa articolata che abbia un inizio e una fine. Pensiamo a Maus di Art Spiegelman, incentrato sull’Olocausto e basato sui racconti del
padre, un sopravvissuto di Auschwitz. Il formato più adatto per raccontare la
nostra esperienza in Kuwait è probabilmente quello del graphic journalismche, influenzato dallo stile della graphic novel,
si riallaccia al new journalism statunitense di Truman Capote dove i giornalisti diventano i protagonisti delle
storie che scrivono, andando a cercare le informazioni sul posto, raccogliendo foto,
testimonianze e schizzi di prima mano proprio come è accaduto a noi durante gli
ultimi giorni. Di notte l’aereo decolla per riportarci a casa, mentre in basso
si allontana un deserto impressionista puntellato dalle fiamme dei pozzi di
petrolio. Tornati in posizione orizzontale, la storyboard inizia spontaneamente a delinearsi: un’indagine
giornalistica a fumetti sui problemi e sulle speranze del Kuwait. I 99 sono le
nostre fonti confidenziali.
Livelli di difficoltà: 1 2 3 4 5
Documenti e valuta: Per visitare il Kuwait è sufficiente
il passaporto con una validità minima di 6 mesi. Non è necessario il visto e non
è prevista nessuna scadenza per il soggiorno. Per ulteriori informazioni,
consultare il sito del ministero dell’Interno
disponibile soltanto in arabo.
Durata: Una settimana.
Quando andare: I mesi migliori per visitare il
Kuwait sono maggio e ottobre, immediatamente prima o dopo la torrida stagione
estiva. Il 25 febbraio, nella ricorrenza della festa nazionale, è il giorno
ideale per visitare il 99 Park. Proprio in quel giorno del 2006 la Teshkeel ha
introdotto gli ultimi due personaggi dei 99: i due gemelli il cui potere
speciale è la creatività.
Come arrivare: Il Kuwait International Airport (www.kuwait-airport.com.kw)
è situato a Farwaniyah, 15 km a sud di Kuwait City. Le principali compagnie
attive sul territorio nazionale sono Jazeera Airways e Kuwait Airways. Al Jahra,
facilmente raggiungibile in taxi, dista 32 km dalla capitale.
Foto e video: Comprare accessori per foto e video
è conveniente in Kuwait. Utili consigli per gli acquisti sul sito www.kuwaitmalls.com.
Letture, film, volontariato: Imprescindibili i fumetti della The 99 comics e la graphic novel Persepolis dell’iraniana Marjane Satrapi
che, pubblicata in francese in 4 volumi tra 2000 e 2003, narra in chiave
autobiografica le drammatiche vicende seguite alla Rivoluzione Islamica del
1979. Storm from the South, diretto
nel 2006 da Walid Al-Awadi, è un accorato reportage dei giorni che in Kuwait
precedettero le elezioni politiche del 2006, alle quali parteciparono per la
prima volta come candidate tre donne. Nel video musicale di Afraid to Shoot Strangers degli Iron
Maiden del 1992, tratto dall’album Fear of the Dark, compaiono dure riprese
dell’Autostrada della Morte. Interessanti possibilità di volontariato sono
offerte dall’associazione non governativa Kuwait
Association for the Care of Children in Hospital (www.kacch.org), fondata
nel 1989.
Categoria: Itinerari e escursioni









