Cultura
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Il Paese è uno dei più ricchi al mondo e la cultura tradizionale sembra essere stata soppiantata dalla filosofia del dollaro. Gli investimenti stranieri e la corsa all’oro nero hanno cambiato la mentalità di questa gente, essenzialmente beduina sino a pochi decenni fa. È difficile constatare l’impulso e l’accelerazione che il petrolio ha impresso a questo paese, e se fino al secolo scorso questa terra era ancora strutturalmente semplice e con una configurazione tipicamente tribale, fondata sulla pastorizia e la pesca, oggi la situazione è decisamente irriconoscibile; i mestieri non si trasmettono più di padre in figlio, magari con l’ausilio di capi clan o sciamani, ma piuttosto per mezzo dei professoroni di economia delle migliori università americane e inglesi. Forse, l’unico elemento di tradizione è rappresentato dall’islam, la religione di stato. Nel paese si parla l’arabo anche se l’inglese, per ovvie ragioni commerciali, è diffusissimo. L’importante presenza di manodopera straniera a bassocosto, proveniente soprattutto dall’India, dal Pakistan e dalle regioni asiatiche più lontane, determinano una situazione linguistica e culturale variegata.








