Storia e Turismo Angkor
Angkor fu l’antica capitale dell’Impero Khmer, uno dei più potenti e vasti della storia dell’Asia.
Il massimo splendore della civiltà Khmer si conobbe tra il IX e il XII secolo d.C., periodo in cui questa civiltà era una delle più sviluppate e avanzate del mondo e un importante centro commerciale. Angkor, la capitale dell’impero, si pensa potesse ospitare nel periodo della sua massima espansione una popolazione di quasi 2 milioni di abitanti, rendendola all’epoca la più grande città del mondo.
La città era un vero e proprio agglomerato urbano con case, edifici pubblici e palazzi costruiti in legno. Gli edifici più importanti, cioè i templi, erano edificati con blocchi di pietra pesantissimi estratti in vere e proprie miniere site nell’area circostante. Fondamentale per il fiorire della civiltà Khmer fu l’alto livello ingegneristico, grazie al quale furono costruiti complessi sistemi idrici che rifornivano in acqua le principali aree della regione e che in parte ancora oggi, dopo 1000 anni, sono funzionanti. Questo sistema garantiva anche 3-4 raccolte l’anno di riso e grano, prodotti fondamentali per il benessere della popolazione.
Quanto al declino di questa civiltà non ci sono molte certezze e sono diverse le opinioni a riguardo. La più accreditata vuole che in seguito alle invasioni da parte dell’impero Siamese (l’odierna Thailandia) e alla progressiva decadenza come centro commerciale, l’area di Angkor fu abbandonata nel XVI secolo. Così avvenne che l’intera regione fu inghiottita dalla giungla fino quasi ad essere dimenticata.
Oggi solo i templi e gli edifici costruiti in pietra rimangono come testimonianza delle meraviglie di questa antica civiltà che nel 1860 gli esploratori francesi hanno riportato alla luce. In seguito alla loro riscoperta, i templi, a causa della loro crescente fama, sono stati oggetto di saccheggi e furti di statue, bassorilievi, e tutto ciò che poteva procurare profitto nei mercati d’arte di tutto il mondo. L’istituzione di una vera e propria polizia speciale a protezione dell’area archeologica ha ridotto quasi del tutto la deturpazione di queste meraviglie.





