Cultura
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Parlare della cultura della Cambogia significa citare perlomeno la efferata dittatura, svoltasi tra il 1975 e il 1979, capeggiata da Pol Pot. Circa due milioni di persone perirono sotto il giogo del dittatore. Abolita ogni libertà individuale e inaugurata una stagione di terrore e alienazione totale, Pol Pot ha decretato la nascita della Repubblica Democratica del Kampuchea e il culto della sua persona. Fortunatamente la Cambogia vanta una storia ben più felice e ricca di sfumature interessanti. Tratto distintivo della cultura del Paese, ed eredità delle civiltà che si sono susseguite nel tempo, sono la danza e la musica. La tradizione culturale della Cambogia si esprime soprattutto per mezzo del celeberrimo Balletto Reale. Ridotto alla clandestinità sotto la dittatura, il Balletto ha canalizzato la sua energia artistica ed espressiva soprattutto all’estero con numerosi spettacoli e tournés. La peculiarità di questo ensemble artistico è il mirabile studio che fonda le sue coreografie. Tutte le danze e le musiche si rifanno alla tradizione millenaria della Regione e alla sinuosa e complessa gestualità delle apsaras effigiate sulle pareti dei templi. La religione più diffusa è il buddhismo theravada e la lingua ufficiale del paese è il khmer.
Il patrimonio culturale si esprime sotto queste arcaiche forme di arte corporea e visiva; per fare qualche esempio rimarrete stupiti dalla bellezza delle divinità apsaras: danzatrici celesti onnipresenti sulle pareti dei templi antichi.








