Cultura
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Colonia portoghese per circa cinquecento anni il Mozambico è divenuto indipendente nel 1975. Una lunga guerra civile e anni di sfruttamento hanno reso la produzione culturale del Mozambico degli ultimi decenni particolarmente sensibile ai temi dell’identità e dell’alterità. Inoltre nonostante il portoghese come lingua ufficiale, la tradizione culturale si affida molto alla produzione in lingua swahili, appartenente alla famiglia linguistica delle lingue Bàntu. Questa tradizione, che tocca anche altri paesi limitrofi, era il mezzo di espressione della cultura africana, si esprimeva con canti, racconti e proverbi. Negli ultimi anni il processo di revisione e critica del passato remoto e recente del paese ha portato alla pubblicazione di uno tra i più promettenti scrittori del Mozambico, Ungulani Ba Ka Khosa, il suo romanzo storico, intitolato Ualalapi, narra le vicende del Regno di Gaza fino alla conquista portoghese. Importante voce dell’Africa lusofona è quella di Mia Couto, uno dei maggiori scrittori contemporanei in lingua portoghese, nato a Breira. L’arte figurativa e musicale risente in maniera decisiva delle diverse etnie e delle differenti popolazioni, dalle sculture dei Makonde ai murales variopinti della capitale Maputo, dalle musiche rituali a quelle più moderne, la tradizione del Mozambico è decisamente composita.








