Cultura
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Il territorio che corrisponde all’odierna Mauritania fu abitato, come testimoniano i reperti archeologici, fin da tempi remoti da tribù berbere che vi passavano dei periodi e che dedite al nomadismo erano in continuo e dinamico movimento. In epoca storica fin dal I secolo dopo Cristo fu conquistata dai romani che ne fecero una provincia imperiale. Durante il corso del primo medioevo, dopo la caduta di Roma, spinte dall’avanzata del deserto e sempre alla ricerca di territori meno ostici altre tribù e popolazioni maghrebine si stanziarono in Mauritania dando vita a regni e stati diversi.
Durante il IX secolo a seguito della più generale islamizzazione del continente africano e dell’Europa iberica iniziò la conquista araba della Mauritania, che da quel momento abbracciò la religione islamica che tutt’oggi rappresenta un elemento fondamentale dell’identità locale.
Snobbata per secoli dalla tratta degli schiavi perché considerata una località poco strategica sia per i porti che per il materiale umano reperibile in loco, fu fatta oggetto prima di protettorato poi direttamente di colonia da parte dei francesi. Questi vi si piazzarono nel ‘900 e costruirono qua e là piazzeforti e luoghi di stoccaggio merci.
Raggiunta l’indipendenza nel 1960 il clima politico e sociale del paese fu attraversato da fratture importanti tra le due componenti principali della popolazione mauritana, quella araba e quella più propriamente africana. Questo ha portato ad una serie di scontri e di recriminazioni reciproche alla fine degli anni ’80 determinando una profonda crisi.
In effetti la Mauritania è considerata da sempre una terra luogo di incontro tra due diverse anime culturali, un confine marcato non già dalla religione, che accomuna la maggior parte della popolazione, ma dalla cultura in senso stretto, tra nomadi e sedentari. Questo ha caratterizzato in positivo come in negativo le tradizioni di riferimento delle differenti etnie.





