Dune di Erg Chegaga
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ALBERTO
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Ci sono due luoghi in Marocco che offrono la possibilità di un'esperienza ravvicinata con il maestoso deserto del Sahara: il primo, quello più conosciuto, molto frequentato ed al centro delle principali rotte turistiche dei tour operator e dei gruppi organizzati, è Merzouga. Facilmente accessibile, offre numerose possibilità di escursioni, pernottamento, tanto che il turista viene immediatamente assalito dai procacciatori di escursioni e vi troverete molto probabilmente ad incrociare carovane di turisti in pieno deserto...insomma, un pò poco deserto per essere chiamato tale.
Ma c'è un altro luogo, molto meno conosciuto e che le guide turistiche citano appena: si chiama Erg Chegaga ed offre uno spettacolo naturale sorprendente, con le dune più alte del Marocco che raggiungono un'altezza di oltre 300 metri. Ma soprattutto, è un luogo più difficile da raggiungere e ciò consente di mantenere intatto il suo fascino e la sensazione di avventura.
Per arrivare alle dune di Chegaga è necessario raggiungere la piccola località di M'hamid, nell'estremo sud del Paese ai confini con l'Algeria e proseguire per circa due ore nel deserto in fuoristrada. E' perciò necessario affidarsi a qualche agenzia locale.
Dopo varie e accurate ricerche sul web ecco trovata la soluzione: la piccola agenzia di Hassan offre un turismo eco compatibile, attenta all'impatto ambientale e composta da un'equipe di beduini veri esperti dell'ambiente desertico: Bivouac sous les étoiles.
Prendiamo accordi dall'Italia circa il percorso che vorremmo fare, inviamo una caparra e ci diamo appuntamento alle 14.00 davanti all'agenzia.
Dopo un benvenuto con te alla menta e qualche indicazione, acquistiamo l'acqua per 24 ore, pranziamo presso uno snackbar nel villaggio a dir poco allucinante e siamo pronti per partire in fuoristrada.
L'ambiente desertico ci appare subito splendido e selvaggio, prevalentemente roccioso, con lo sfondo di montagne imponenti, banchi di sabbia e qualche palma solitaria.
Dopo circa un'ora e mezza arriviamo ad un'oasi verdissima, dove facciamo una sosta e Hassan comincia a riempire alcune taniche con l'acqua di un rigagnolo che scorre tra le palme.
Gli chiedo a cosa servirà tutta quellacqua e mi risponde sorridendo...per i bagni, per l'auto...per il te, per la cena. Gli do una pacca sulla spalla dicendogli che l'acqua per il te e per la cena la fornirò io...
Proseguiamo ancora per una mezz'ora fino a scorgere in lontananza le impressionanti dune: l'ambiente è incredibilmente affascinante, ai piedi delle dune di sabbia che si innalzano maestosamente, si estende un prato verdissimo dove brucano i dromedari: sembra quasi un paesaggio dipinto, irreale.
Eccoci al campo dove trascorreremo la notte: siamo noi tre e cinque beduini che si occuperanno del campo. Ci mostrano la cucina, la tenda per la cena e la nostra per il pernottamento, al cui interno nel pomeriggio fa un caldo infernale mentre fuori la temperatura sarà di circa 28 gradi. Resto sorpreso dai bagni: mi aspettavo una turca con una buca ed invece ecco 4 wc spuntare dalla sabbia collegati ad una cisterna d'acqua che offre anche una doccia...incredibile!
Siamo circondati da sabbia e da dune, forse siamo gli unici turisti questa sera nel raggio di 50 km quadrati, la sensazione è semplicemente elettrizzante.
Dopo un altro te alla menta bollente (ho controllato...hanno usato la mia acqua!) siamo pronti per la lunga camminata nella sabbia che ci condurrà in cima alla duna più alta per ammirare il tramonto. Impieghiamo circa un'ora durante la quale scaliamo diverse dune, dalla cima delle quali ci appare ogni volta una vista mozzafiato, nulla in confronto a quella che offrirà la gran duna di Chegaga: una vista sconfinata su un mare fatto di dune senza fine, che si perdono all'orizzonte. Il sole comincia a scendere rendendo l'ambiente surreale. Ci godiamo questo momento indimenticabile seduti in silenzio, che viene interrotto solo dalle urla di Davide che comincia a correre su e giù per le dune fino allo sfinimento.
Torniamo al campo e ci prepariamo per la cena, che ci viene servita nella tenda principale. Ci si siede su grossi cuscini, si cena a lume di candela e una lampada ad olio, con zuppa e tajine di manzo e verdure. La serata trascorre piacevolmente tra canti, balli e tamburi degli ormai amici marocchini, che ci offrono il meglio della loro tradizione.
E' giunta l'ora di andare nella nostra tenda per la notte, usciamo ed ammiriamo un altro spettacolo incredibile: non c'è un centimetro del cielo che non sia occupato da una stella, talmente luminose da far intravedere le dune nell'oscurità.
La notte diventa subito fredda e ci copriamo con tutte le coperte che abbiamo a disposizione.
Ci svegliamo prima dell'alba ed osserviamo un altro momento così semplice ma così meraviglioso: lo spuntare del sole dalle dune.
Abbiamo già la colazione preparata su un tavolino all'aperto in mezzo alle dune, accanto alla tenda: pane, marmellata, succo d'arancia, formaggio, latte e te alla menta. Improvvisamente si alza un leggero vento che inizia lentamente a muovere la sabbia sotto ai nostri piedi. La visibilità si fa presto ridotta... si sta preparando una tempesta di sabbia.
Siamo pronti a ripartire e rapidamente lasciamo le dune alle nostre spalle: ci fermiamo per un ultimo saluto e notiamo che sopra le dune il cielo comincia a diventare marrone, la tempesta incombe anche se ci dicono che si tratta di una tempesta molto leggera. Per il rientro a M'hamid percorriamo una pista sabbiosa tra dune più basse, dove spesso ci si deve fermare per cercare un passaggio per la jeep. Altre due ore ed eccoci al punto di partenza, salutiamo i nostri compagni di viaggio che si sono dimostrati estremamente competenti e cortesi, riprendiamo la nostra auto e proseguiamo verso la prossima meta, con ancora lo sconfinato, incantevole ed incredibilmente avvincente deserto nel cuore.
Categoria: Nei dintorni
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