Ait-Ben-Haddou
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ALBERTO
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Partiamo presto perché vogliamo essere tra i primi ad arrivare ad Ait-Ben-Haddou, la più pittoresca, meglio conservata e visitata kasbah del Marocco.
Di questo posto avevo letto che è talmente affollato di turisti e da locali che provano a vendere con insistenza ogni genere di merce e servizio, da non poterne apprezzare in pieno la bellezza.
Sarà forse per il fatto che siamo arrivati abbastanza presto, verso le 9.30 del mattino, orario in cui i bus carichi di turisti non erano ancora arrivati, noi non abbiamo avuto questa sensazione, anzi, è stato un luogo che abbiamo visitato con estrema pace e tranquillità, solo invitati talvolta con molta gentilezza ad entrare a curiosare in qualche negozio o abitazione.
La strada che raggiunge Ait-Ben-Haddou si stacca dalla provinciale e percorre per una decina di chilometri una vallata verdissima. La Kasbah appare come per incanto dopo una curva, arroccata a ridosso di una collina di arenaria rossastra, con torri merlate in argilla che si innalzano verso il blu intenso del cielo: è davvero una visione incantevole.
Parcheggiamo nel distaccato centro cittadino e scendiamo a piedi verso il fiume, che in questo periodo è in piena: unico modo per attraversarlo e raggiungere la kasbah è quello di salire in groppa agli asinelli e contrattare con i ragazzini il passaggio. La spuntiamo per 3 euro in tre andata e ritorno e cominciamo a guadare il torrente...
I ragazzi ci suggeriscono di accedere alla kasbah dal retro, in modo tale da non pagare la tassa d'ingresso (ben 1 euro risparmiato) e ci arrampichiamo sulla collina fino a raggiungere il punto più alto, dove si trovano alcune rovine, ma soprattutto si può ammirare una vista indimenticabile: ai nostri piedi si innalzano maestosamente le costruzioni tipiche di Ait-Ben-Haddou che sembrano quasi irreali, imponenti torri sovrastano le abitazioni addossate le une alle altre, fango e terra creano un insieme affascinante, il fiume separa l'abitato da un fitto palmeto con le montagne innevate che fanno da sfondo.
Scendiamo per il dedalo di strette stradine che talvolta finiscono in passaggi coperti e castelli fortificati, dalle pareti incise con eleganti disegni geometrici ed elaborati archi in argilla. Ho la sensazione di passeggiare in una specie di enorme presepe.
Ormai solo una decina di famiglie vive ancora in questo luogo: una signora ci invita ad entrare in casa sua, un'angusta stanza con tappeti per sedersi, un cucinino e un cortiletto con due capre. Ci offre un te alla menta, ci mostra le foto delle bellissime nipotine, ne facciamo una insieme e ci da l'indirizzo per spedirgliela. Proseguendo verso valle arriviamo ai piedi del maestoso Ksar, uno tra i meglio conservati del Marocco.
Ait-Ben-Haddou è stata più volte utilizzata come set naturale per alcuni film, tra cui Lawrence dArabia, motivo per cui sono stati portati numerosi restauri e questo gioiello, estremamente delicato, ha potuto conservarsi intatto fino ai nostri giorni ed oggi è giustamente tutelato dal Patrimonio dellUmanità.
Un luogo estremamente affascinante e caratteristico che sarà impossibile dimenticare.
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