Da Visitare Marrakech
Marrakech fa parte di quelle destinazioni che non finiscono mai di far sognare. Se gli amanti della città di una volta non riconoscono più la loro Marrakech a causa dei numerosi turisti, dei baracconi pieni di cianfrusaglie e dei dintorni con gli ostentati hotel e palazzi, la città preserva comunque uno charme incontestabile. Lasciatevi guidare dai suoi colori e dai suoi profumi e cominciate dalla piazza principale, la Jermaa-el-Fna animata di giorno come di notte!
Piazza Jermaa-el-Fna: è l’attrazione turistica principale della città. Sempre animata, offre un’immagine sorprendente di contrasti: qui convivono i musicisti, i turisti, i mendicanti, gli incantatori di serpenti, i guaritori … Insomma una folla eteroclita che non può lasciare indifferente. Una volta calato il giorno, i bettolieri prendono posizione e trasformano la piazza in un immenso ristorante all’aria aperta dove si possono gustare specialità locali a prezzo modico.
La Koutoubia: costruita nel 1157 per volontà del sultano Abdelmoumen, affascina per la bellezza delle sue forme e per la grandezza della sua architettura mentre il suo minareto, altro 77m, è visibile a più di 25 km. E’ il monumento religioso più famoso di Marrakech.
Dar Si Saïd: Originariamente proprietà di Si Saïd B. Moussa, allora ministro della guerra, nella seconda metà del XIX secolo, questa bella dimora ospita un museo d’arte specializzato nelle lavorazioni in legno della regione di Marrakech e delle province del Sud.
Il Museo di Marrakech: Aperto dal 1995, il museo si trova nel cuore della Medina, in piazza Ben Youssef. Il suo intento è di perpetuare la tradizione artigianale della città, così nel pianoterra troverete un’esposizione di vestiti, oggetti di rame martellato, armi e gioielli berberi mentre nel salone del primo piano raccoglie mobili in cedro.
Palazzo della Bahia: Costruito verso il 1880 per il gran visir Ahmed ben Moussa, il palazzo comporta 150 stanze, tutte su un unico livello essendo il proprietario invalido. Le camere sono riccamente decorate, i giardini e i patio sono particolarmente belli. Solo una piccola parte del palazzo può essere visitata dato che la famiglia vi soggiorna talvolta. I giardini, grandi diversi ettari, sono interessanti da percorrere.
Jardin Majorelle et musée d’art islamique : Il pittore Jacques Majorelle ha creato questo luogo incantevole negli anni 20 piantando attorno al suo atelier delle bougainvillae, banani, palme, bambù giganti, yucca, gerani … Nel 1962, la proprietà viene poi ripresa da Yves Saint-Laurent e Pierre Bergé e così il giardino diventa una vera oasi di benessere, di colori, profumi, un’isola felice molto apprezzata dai turisti come … Winston Churchill!
Dagli anni 1980 un museo di arte islamica arricchisce il luogo con la collezione personale di Pierre Bergé e di Yves Saint-Laurent costituita da oggetti provenienti dal Maghreb, Oriente, Africa e Asia.
Palazzo el Badi: Ahmed El Mansour Ed-Dahbi ordinò la costruzione di questo palazzo in seguito alla vittoria nel 1578 della “battaglia dei Tre Re”. All’epoca, questa costruzione attirava la bramosia di tanti Re perché si diceva che chi lo possedeva, possedeva il potere. Oggi ne rimane un’immensa spianata fatta di giardini e circondata da muri alti. E’ in questo quadro spettacolare che si svolge il festival annuale della folcloristica marocchina.
Tombe Saadiane: risalenti all’epoca del gran sultano Ahmed El Mansour (1578-1603), queste tombe furono scoperte solo verso il 1917 e da quel momento non smettono di meravigliare il visitatore per la bellezza della loro decorazioni.
La Medina: dal 1982 è entrata nel patrimonio mondiale dell’umanità. Se originariamente la medina risale al XI secolo, fu in seguito distrutta prima di essere ricostruita. Nel XII secolo, una kasbah fu costruita per la difesa della città: le muraglie alte otto metri circondano ancora la medina su quasi 19 km. La moschea El Mansour fu costruita nel XII secolo sotto il regno del sultano Yacoub El Mansour ma fu ricostruita nel 1569, con un minareto che si riconosce da lontano – la moschea è lunga 80 metri. L’architettura di questo centro storico è rimasta invariata dal XVII secolo.
E’ difficile non essere spaesati nei vicoli e stradine della caratteristica Medina, sopranominata la città rossa per il colore ocra diffuso in tutta la città.
I Souk: I souk sono tradizionalmente delle stradine strette, - per proteggersi del sole hanno inoltre sospeso dei graticolati per filtrare la luce. I souk sono aperti dalle 8.30 alle 20 e sono organizzati per quartieri e mestieri. E’ importante segnalare che il venerdì numerosi baracchini sono chiusi.
Cosa visitare in dettaglio
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