Cultura
|
Recensito da: Redazione Voto complessivo: |
Interessato fin dall’antichità da movimenti migratori delle popolazioni provenienti dall’Etiopia, dal Sudan, dall’Africa centrale e poi successivamente dall’Arabia, il Kenya si presenta come una regione etnicamente composita. Il ruolo strategico occupato da questo paese nel commercio di spezie ed oro ha fatto si che fin dal XV secolo fosse conteso tra europei, portoghesi, e musulmani provenienti dalla Penisola arabica, almeno fino a quando la presenza inglese, dal XIX secolo, si impose su tutti. La popolazione oggi è composta da una moltitudine di differenti tribù caratterizzate per valori, linguaggio e tradizioni diverse. Purtroppo come in altre circostanze del tutto simili nel continente africano, la presenza europea ha causato il declino culturale di molte tra queste collettività, relegando in ambiti periferici le comunità ancora legate ad antichi costumi come ad esempio i Masai, che arrivarono in Kenya verso il 1500. Oltre all’inglese, lingua maggiormente diffusa è lo swahili, che fa capo ad una cultura nata dall’incontro, fin dal IX secolo d.C. tra le popolazioni bantu della costa con gli arabi. Da questi ultimi presero la religione islamica, praticata tutt’oggi dalla maggior parte della popolazione che abita verso il mare, mentre nell’entroterra in egual maniera si trovano cristiani, animisti e musulmani.








