Cultura
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Il territorio occupato dall’odierno Gibuti nel corso dei secoli passati è servito a molte popolazioni e tribù come luogo di passaggio specialmente lungo la zona costiera. In età storica tribù oramai stanziatesi e divenute sedentarie iniziarono a commerciare con quelle dirimpettaie della penisola arabica creando un ponte commerciale che successivamente, con l’espansione islamica, divenne un ponte culturale.
Dal IX secolo infatti la regione divenne, da un punto di vista religioso, interamente musulmana iniziando in tal modo una tradizione che ancora oggi la caratterizza.
Circa 1000 anni dopo l’arrivo dell’islam gli europei presero di mira con più insistenza le terre del Gibuti. Nella fattispecie i francesi volevano ristabilire un certo equilibrio coloniale contro l’allargamento della Gran Bretagna, che era presente in forma molto consistente nelle regioni vicine e che ne regolava con successo i flussi commerciali.
Alla presenza francese si deve la costruzione dell’odierna capitale ed anche lo stretto rapporto con l’Etiopia della quale per certi aspetti il Gibuti ha rappresentato lo sbocco sul mare che gli manca.
Raggiunta l’indipendenza dalla Francia solamente nel 1977 il Gibuti vide una graduale escalation di recriminazioni politiche e sociali delle due principali componenti demografiche del paese che sono la tribù degli Afar, di origine eritrea, e quella degli Issa, di origine somala. Questa situazione ha portato allo scontro ed alla guerra civile all’inizio degli anni ’90, fino al 1994, determinando danni economici non di poco conto nella già precaria economia del paese.
Nonostante l’invadente presenza francese il piano culturale e folkloristico delle varie componenti sociali del Gibuti è riuscito a mantenersi nel solco delle proprie tradizioni di riferimento mostrando un attaccamento alle specifiche storie molto particolare. Basandosi sulla forte intelaiatura socio-culturale islamica le diverse etnie hanno continuato, pur scegliendo un graduale e massiccio inurbamento, a mantenere le proprie caratteristiche delimitando, come anche in molte altre realtà africane, una società- mosaico vibrante e colorata dove l’arte, la musica e la poesia tradizionale sono parte fondante della vita quotidiana.





