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Cultura Etiopia

Etiopia: storiae e cultura, tradizioni, usi e costumi



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Recensito da: Redazione

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L’Etiopia è una regione abitata fin dalla notte dei tempi, nel 1974 fu ritrovato ad Afar, nel nord-est, l’ormai famoso scheletro, quasi completo, di un ominide (australopithecus afarensis), anche se si trattava di una femmina, famosa con il nome di Lucy e risalente ad oltre 3,4 milioni di anni fa.
Successivi ritrovamenti hanno dimostrato come da sempre nella zona ci fosse stata una forte presenza umana dovuta alle particolari condizioni climatiche ed alla morfologia del territorio culla di reami ed imperi mitologici, come quello di Axum che per interi millenni mantenne il controllo ed il potere su un vasto territorio.
Da un punto di vista etnico, ad una famosa ed importante comunità semita, di fede ebraica, si affiancò nel corso del IV secolo d.C. quella cristiana e tre secoli più tardi quella islamica.
L’età moderna fu caratterizzata da una sporadica presenza europea, soprattutto portoghese, e da un fenomeno di scomposizione e ricomposizione territoriale e feudale, con tentativi di indipendenze locali ed altrettanti di unità politica. Durante il corso del XIX secolo tutta la zona fu oggetto di mire espansionistiche e coloniali inglesi che vi intensificarono la loro presenza ed i loro interessi commerciali ed economici. Nel 1935 bramosa di un impero l’Italia monarchica e fascista attuò una feroce guerra di conquista che culminò, dopo stragi e sanguinose battaglie, con la conquista di quello che divenne l’A.O.I. (Africa Orientale Italiana). Sei anni dopo, nel 1941, a seguito degli eventi bellici della seconda guerra mondiale, l’Etiopia tornò sotto controllo inglese con i trionfale ritorno di Hailé Selassié, che nel 1936 si era rifugiato all’estero.
I molti anni della presenza dell’imperatore Selassié furono attraversati, nell’ultimo periodo della sua vita anche da proteste, specialmente popolari e studentesche che culminarono nel 1974. L’anno successivo la dittatura militare che governava il paese si schierò politicamente verso l’URSS, segnando di fatto il passaggio oltrecortina del paese.
Questo per l’Etiopia significò anche un periodo di tensioni, scontri etnici interni e tentativi esterni di invasione, come il caso dei vicini somali ed eritrei.
Dal 1991 si è proceduto, per tappe ancora in corso, a favorire il processo di democratizzazione delle strutture politiche del paese e di privatizzazione di quelle statali, seguendo il più generale corso finanziario globale.
Tra il 1998 ed il 2000 si è registrato un altro conflitto con la vicina Eritrea per motivi di confine, degenerato in più un largo conflitto inter-etnico.
Molte sono infatti le diverse comunità etniche che compongono il vario panorama sociale del paese che vede un gruppo politicamente e culturalmente dominante, quello di origine abissina degli Amhara, proveniente dall’altopiano centrale, e quello a maggioranza numerica degli Oromo, principalmente dediti all’agricoltura ed alla pastorizia. Oltre a questi vivono in Etiopia una gran quantità di altri gruppi con linguaggi, tradizioni e religioni proprie, come l’animismo, l’islam, il cristianesimo cattolico, protestante e quello della Chiesa copta ortodossa autocefala.

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Anonimo 07/04/2012 Alle ore 12.25
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