Cultura
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La cultura, la storia, le usanze delle popolazioni della Costa d’Avorio prima dell’età moderna rimangono per gli esperti un mistero.
La scarsità delle informazioni archeologiche si somma alla mancanza di fonti e di tracce scritte tipico delle zone dove la tradizione si trasmette oralmente, e questo crea un buco di conoscenza storica di migliaia di anni.
L’arrivo dei portoghesi avvenuto nella seconda metà del ‘400 segnò l’inizio dello sfruttamento delle zone costiere per fini commerciali. Fortunatamente la zona della Costa d’Avorio rimase quasi estranea alle rotte del commercio degli schiavi, più proficuo altrove, e questo permise tra il XVII ed il XIX secolo che molte tribù dei paesi limitrofi vi si riversassero e ne popolassero soprattutto l’entroterra, iniziando una vera e propria colonizzazione per regioni ed etnie.
La Francia iniziò ad interessarsi del territorio della Costa d’Avorio poco prima della metà dell’800 costruendo porti, fortificazioni e attuando la sistematica conquista delle zone interne avvenuta in via definitiva all’inizio nel 1900.
Il piano di sfruttamento francese della colonia prevedeva la coltivazione intensiva nella fertile fascia costiera di cacao, caffé e palma da olio utilizzando sotto il controllo e la gestione di coloni manodopera locale costretta ad immensi sforzi fisici. Anche la produzione di legname fu incoraggiata, disboscando qua e là la rigogliosa foresta tropicale.
Pur avendo raggiunto l’indipendenza nel 1960, la Costa d’Avorio è rimasta per molti anni ancora un’enclave europea, ovviamente soprattutto francese, in Africa Occidentale, dove ancora al vertice gestionale delle risorse i tecnici europei indirizzavano, di fatto, l’economia nazionale.
Gli anni ’80 con la siccità e la carestia diffusa soprattutto nelle zone rurali si è verificato il crollo della solida e ricca economia del paese con la crescita rapida del debito estero, nel 1999 il colpo di stato dei generali ribelli ha accompagnato il paese verso nuove elezioni avvenute l’anno dopo. Il clima politico esasperato ha determinato la recrudescenza di manifestazioni, violenze e torbidi gettando il paese in una divisione territoriale che ha danneggiato, se era ancora possibile, ancora di più l’economia della Costa d’Avorio. Tra il 2002 ed il 2004 a seguito di una rivolta nel nord del paese infiammò la guerra civile.
Oggi il confine che separa le due coste d’Avorio, quella degli ex ribelli e quella delle forze governative è vigilata dalle forze internazionali di pace, ma il clima di attesa e violenza sta trascinando il paese sull’orlo della guerra civile.
Rispetto ad altri paesi dell’africa occidentale la cultura e le tradizioni della Costa d’Avorio, così come si sono stratificate nel corso dei secoli, sono relativamente recenti in virtù dello spostamento delle popolazioni avvenuto in tarda età moderna.
Il folklore locale ricco di musica, danze e tradizioni così diverse è per il turista tutto da scoprire.





