Cultura
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La cultura locale è multietnica, ciò deriva dal succedersi delle diverse ondate migratorie avvenute nel corso dei secoli. Testimonianza palese ne è la diversità linguistica: nell’intero paese vengono parlate infatti non meno di una ventina di lingue. Sono presenti differenti gruppi etnici, tra cui quello più importante risulta essere quello dei Tswana il cui idioma è lo setswana. Molti secoli prima di diventare uno dei tanti “vivai” per il rifornimento di schiavi delle tratte negriere, il territorio era già popolato dalle tribù dei Boscimani o San, famosi cacciatori che costituivano la più antica etnia del Sudafrica. Al giorno d’oggi i pochi rappresentanti rimasti sono confinati nelle riserve, come quella del Kalahari centrale, dove conducono una vita poverissima, emarginati dal resto della società. Tra il XVII e il XVIII secolo, in seguito al proliferare della tratta degli schiavi e del traffico dell’avorio si ebbe un incremento delle guerre tribali, incoraggiate dalle potenze europee coinvolte in tali traffici (in particolar modo dal Regno Unito), a cui succedette un periodo di protettorato inglese durato 80 anni, fino alla dichiarazione d’indipendenza, avvenuta il 1°ottobre 1966. La vita politica è da allora dominata da un unico partito: il BDP, partito democratico del Botswana. Nonostante siano ancora radicate alcune antiche credenze ed alcuni riti, come la danza della pioggia (gofethla pula), il Cristianesimo risulta essere ormai la religione la più diffusa, contando tra i suoi adepti più dei 2 terzi della popolazione totale. Tale religione, importata da missionari europei come Robert Moffat e David Livingstone, è entrata tanto profondamente nella vita culturale del paese da influenzarne le tradizioni, i costumi e le espressioni artistiche.





